giovedì 25 settembre 2008

Verita' per Aldro



A Ferrara all’alba del 25 settembre 2005 il diciottenne Federico Aldrovandi muore ammanettato a faccia in giù, in una pozza di sangue durante un controllo di polizia, foto qui.

Federico tornava a casa aver passato il sabato sera con gli amici ad un concerto.
Era solo, solo e disarmato.

Il corpo rimane per ore sull’asfalto, nascondendo la verità alla mamma, che lo cerca. La versione della Questura parla della chiamata di un residente, allarmato dal comportamento del ragazzo, che una volta fermato avrebbe dato in escandescenze.
Se sia vero non si sa: la polizia nega la responsabilità della morte, sostenendo che Federico si sia fatto male da solo e sia morto in seguito all’assunzione di droga.
Gli esami tossicologici smentiscono l’overdose: i referti medici parlano di numerosi segni di percosse su tutto il corpo, le strisce viola delle manette ai polsi…

La mamma racconta di aver riavuto i vestiti di Federico completamente imbevuti di sangue, mentre la notizia rimane insabbiata per mesi.

Dopo alcuni mesi di estenuante attesa, la madre di Federico decide di aprire un blog per trovare le risposte che la Questura non aveva ancora dato. Da quando la vicenda diventa nota, attraverso i giornali ed Internet, in Italia e all’estero, le versioni contrastanti crollano una dopo l’altra.
In Parlamento l’ex ministro Giovanardi ammette che due manganelli sono andati rotti durante la colluttazione. Vengono rese pubbliche le foto di Federico dopo la morte che dimostrano inequivocabilmente la violenza da lui subita.


Il Blog, qui; la storia qui.
Come e' morto Federico? , qui.
Il caso Aldrovandi, qui.

Ascanio Celestini: La divisa non si processa

7 commenti:

Riverinflood ha detto...

Ricordare fa bene. Ma dopo il ricordo, che ci resta da fare?

Antonio Candeliere ha detto...

concordo con riverinflood.

suburbia ha detto...

La speranza che si arrivi davvero a una verita' e giustizia.
Non e' poco.
Sono questi fatti (anche altri per carita') che posizionano l'asticella della giustizia e della tolleranza della popolazione.
Ricordando possiamo sperare di arrivare a un punto di rottura, dimenticando no.

fausto ha detto...

mi sale la rabbia ogni volta che ricordo il povero Federico. Ricordare, ricordare che la divisa non rappresenta la giustizia ma il potere.

suburbia ha detto...

fausto idem. ciao e buon we

pocoto-pocoto ha detto...

grazie per il commento al mio post e complimenti per il tuo.
Come sempre dico, questo deve essere il vero spirito dei blog.
Portare a conoscenza di tutti le cose che accadono e diffonderlo.
ciao e grazie ancora

suburbia ha detto...

pocoto quoto completamente. ciao e grazie a te