martedì 14 ottobre 2008

Liste rosse


Si avvia alla conclusione (5 -14 ottobre 2008) il World Conservation Congress organizzato dall'Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN) a Barcellona, in Spagna.
L'evento, che riunisce 8.000 rappresentanti di governi, e' organizzato ogni quattro anni, ha lo scopo di migliorare il modo in cui viene gestito l'ambiente naturale per lo sviluppo umano, sociale ed economico.
Imprese e organizzazioni non governativesi si sono concentrate su tre sfide chiave: come far fronte al cambiamento climatico, come salvaguardare la diversità della vita in tutte le sue forme e come fare di una valida gestione ambientale.

La protezione della natura copre a tutt'ora il 12% delle terre emerse.
(Guarda le percentuali di aree protette per paese, qui)

Le notizie finanziarie hanno posto un po' sottotono l'evento pero' gli argomenti trattati e i dati emersi meritano un post :-)

Mammiferi: a livello mondiale, la Lista Rossa (lista che elenca le specie a rischio di estinzione) comprende 44.838 specie totali di animali, di cui 16.928, sono considerate a rischio (il 38%).
Un anno fa comprendeva 41.415 specie, di cui 16.306 sono stati valutati sotto minaccia;
Quasi la metà delle specie di primati è a rischio di estinzione: 300 delle 634 specie di scimmie rischia di scomparire a causa della distruzione dei loro habitat, della caccia o del commercio illegale degli esemplari;
Uccelli: salgono a 1.226, secondo la Lista Rossa 2008 Iucn, le specie di uccelli a rischio a livello mondiale: 190 sono "gravemente minacciate di estinzione":
Orsi: Sei specie di orso su otto sono minacciate;
Squali del mediterraneo: 42% delle specie di questi animali nel Mare Nostrum risultano a rischio estinzione.

"Per la prima volta", dice Wendy Foden, del programma specie dell´Iucn, « e' stata effettuata una valutazione sistematica della sensibilità delle specie al cambiamento climatico.
Dal rapporto "Species susceptibility to climate change impacts" che prende in esame in particolar modo il riscaldamento globale (in base alla vulnerabilita' della specie) : "3.438 specie di uccelli, tra le 9.856 specie esistenti nel mondo, presentano caratteristiche che le rendono sensibili al cambiamento climatico".
Secondo la Lista Rossa dell´Iucn 3.217 delle 6.222 specie di anfibi del mondo rischiano di pagare molto caro gli effetti del riscaldamento globale.
Anche i coralli endemici delle barriere coralline sono molto sensibili al global warming: ben 566 delle 799 specie di corallo sono a rischio.

Biodiversita':


Si sa che le aree protette rappresentano il luogo più idoneo per il monitoraggio degli effetti dei cambiamenti climatici.
La perdita di biodiversità, causata in buona parte dal mutamento climatico rappresenta infatti una vera e propria minaccia non solo per l’ambiente ma anche per tutti gli esseri viventi.
L'Italia, in Europa, è privilegiata per ricchezza naturale. Per quanto riguarda la fauna, sono circa 57 mila le specie animali tutelate all'interno dei Parchi: 56.168 invertebrati, 1.254 vertebrati, 93 mammiferi, 473 uccelli, 58 rettili, 38 anfibi, 473 pesci ossei, 73 pesci cartilaginei; per la flora le specie vegetali sono circa 5.600 (il 50% delle specie europee e il 13% endemiche). Nonostante questo si stima una diminuzione su base locale del 40% del patrimonio delle piante mentre il 68% dei vertebrati risulta in pericolo.


Monti:
L'importanza della salvaguardia dell'ambiente non puo' non passare anche per l'ambiente montano e delle alte vette; si sono dedicati ben 2 giorni all'importanza delle regioni montuose all'interno dell'ecosistema mondiale con una giornata specifica delle alte catene latino americane e asiatiche e delle attività che le organizzazioni internazionali stanno svolgendo in queste aree geografiche e delle attività svolte per la loro salvaguardia dalle organizzazioni internazionali, come il progetto di Partnership nelle regioni dell'Himalaya, Karakorum e Hindu Kush, di cui fa parte anche il Comitato EvK2Cnr.

Pesca:
Dito puntato sull'eccesso di pesca, che ha portato a un depauperamento preoccupante dello stock ittico. Quest'ultimo a sua volta, oltre a determinare lo sfruttamento di 3/4 delle specie ittiche (e minacciare vere e proprie estinzioni, come nel caso del merluzzo), fa sì che, in presenza di meno pesci nei mari, i costi per catturarli e intercettarli crescano sensibilmente.

Piante officinali:
Ogni anno vengono commercializzate 400 mila tonnellate di piante medicinali ed aromatiche, circa l´80% delle quali viene raccolto in natura. Si tratta di almeno 3 mila specie di piante e molte stanno subendo uno sfruttamento eccessivo che le mette in pericolo di estinzione e compromette habitat e guadagni.
La Lista Rossa dell´Iucn applica dei criteri e implementa norme che mettano un freno allo sfruttamento di piante che rischiano l´estinzione
«In tutto il mondo, molte persone dipendono dalle piante medicinali e profittano degli effetti terapeutici delle medicine della "farmacia naturale" - dice Guillermo Castilleja, direttore per la conservazione del Wwf - Questo nuovo accordo è un importante passo avanti nel garantire la sostenibilità a lungo termine e la fornitura di questi prodotti naturali di inestimabile valore».

Malattie (insomma di finire con una nota positiva proprio non si riesce ...)
Durante il Congresso mondiale della International Union for Conservation of Nature, La Wildlife Conservation Society (WCS) che ha presentato il suo nuovo studio 'The deadly dozen: wildlife diseases in the age of climate change'.
La 'letale dozzina' cui si accenna nel titolo dello studio fa riferimento a dodici zoonosi - le malattie nate dagli animali - che potrebbero conoscere una diffusione planetaria a causa dei cambiamenti climatici.
Le dodici malattie che potrebbero conoscere una maggiore diffusione sono l'influenza aviaria, la babesiosi, il colera, l'ebola, le malattie legate ai parassiti intestinali ed esterni, la malattia di Lyme, la peste, la marea rossa, la febbre della Rift Valley, la malattia del sonno, la tubercolosi e la febbre gialla.
"La salute degli animali selvatici e' strettamente legata agli ecosistemi in cui vivono e anche piccoli cambiamenti possono avere grandi conseguenze su quali malattie possono emergere ed essere trasmesse man mano che il clima cambia".

Infine, nel corso del congresso si e' tenuta l'elezione del nuovo presidente della Iunc, l’indiano Ashok Khosla, che ha superato gli altri due candidati, Purificació Canals e Carlos Manuel Rodríguez, in passato ha ricoperto la carica di direttore del Programma ambientale delle Nazioni Unite.

Link qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui.

16 commenti:

Viviana B. ha detto...

Mamma mia, che dolore leggere certe cose...
Io auspicherei una visione del mondo e della natura come quella di San Francesco, quindi figurati che effetto mi fa un post di questo tenore!
Ciao e buona serata, bella!

Pino Amoruso ha detto...

Ciao, mio malgrado qualcosa mi costringe a promuovere una iniziativa contro la Riforma Gelmini che mira a distruggere la scuola pubblica ed a creare migliaia di disoccupati. Troverete da me i link per sottoscrivere una petizione e per inviare una mail al Presidente della Repubblica...

Continuiamo a far "RETE"... Aiutatemi a diffondere il messaggio!!!

A presto ;)

Gaetano ha detto...

E' bruttissimo venire a conoscenza di tutto ciò... davvero San Francesco aveva ragione!! :)

Alberto ha detto...

Certo che di guai a questa nostra "amata" Terra la specie umana ne ha combinato. Ma allora mi pongo questa domanda. Lo amiamo veramente questo pianeta?

Matteo L. ha detto...

Grazie a te del commento. Mi potresti indicare dove hai messo il mio link? Io intanto che ho tempo metto subito il tuo.. Fammi sapere, grazie

suburbia ha detto...

Viviana cara, non ne avevo dubbi. Purtroppo pero' e' meglio che ci rendiamo conto di tutto, anche di questo.
Ciao e buona giornata
Pino Amoruso risposto da te
Gaetano non sono argomenti e numeri popolari....ma non si possono nascondere.
Alberto moltissimi si, ma -ahime'- pochi di quelli che contano... evidentemente.
Ciao
Matteo L. Fatto!

pocoto-pocoto ha detto...

grazie molte per il commento al mio post e le continue visite al blog.
ciao (ti ho lasciato un commento)

Davide ha detto...

molto bello l'articolo, non sapevo che il merluzzo è a rischio, eppure sui banchi del mercato, almeno dalle mie parti, c'è ne a volantà.

Ciao

Riverinflood ha detto...

Sottoscrivo l'interrogativo che pone Alberto, e ho paura che se potesse parlarci la Terra, ci sputerebbe tutti fuori da Essa.

Luca ha detto...

Vero Paola, sottotono. Io ad esempio ne ignoravo anche l'esistenza. Interessantissimo.

P.s.Silviuccio minaccia anche il veto sul clima in chiave UE (Uniti Erronaeamente :) ), sembra che il cambiamento climatico sia un optional...che tristezza.
Notte

pabi71 ha detto...

bel post,anche se presenta una situazione molto triste.
Complimenti e grazie delle info.
Un saluto.

suburbia ha detto...

pocoto non ho ben capito dove ma tutto ok, ciao
Davide meglio cosi :-) Credo che sia uno dei pesci piu' indicati per una buona alimentazione, Ciao
River in effetti c'e' chi considera la specie umana un "virus" per il pianeta
Luca non e' stato infatti affatto pubblicizzato ma del resto "il soldo" interessa di piu'.
1 mammifero su 4 a rischio di estinzione? Crozza: "Saranno gli azionisti Unicredit"
In quanto al postscriptum: anche il fatto che l'europa ci bacchetti non basta piu' :-(
pabi grazie a te, a presto, ciao

suburbia ha detto...

Consiglio questo ottimo articolo di Luca, qui

pocoto-pocoto ha detto...

hai ragione scusami. Commento sia su "Taglio dei fondi per l'Editoria" che su "Bambini di Rignano Flaminio"
ciao

Viviana B. ha detto...

Sub, hai ragione, naturalmente. Sai che anch'io sono una convinta sostenitrice del "Parliamone! Almeno, che si sappia!"
Nel bene e nel male.
Mi sa che nei prossimi giorni sarò un pochino latitante, quindi scusami se per un po' non passerò a trovarti, ma mala tempora currunt.
Un abbraccio!

suburbia ha detto...

pocoto ok.
Viviana non c'e' problema, ci sono periodi piu' tranquilli ed altri piu' frenetici.
Anche io sono del parere che e' meglio esserne informati.
Un grandissimo saluto, ciao