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martedì 12 maggio 2009

La storia delle cose



''La storia delle cose'' e' un breve filmato ambientalista e di economia reale (anticapitalista?) realizzato dall'ex attivista di Greenpeace Annie Leonard postato un anno fa su Youtube

Un gruppo di professori statunitensi l'ha notato e ha cominciato a farlo circolare.
7.000 scuole americane hanno ordinato il Dvd per mostrare “La storia delle cose” agli studenti.

Il New York Times dedica un servizio al suo successo silenzioso e alle polemiche che questo sta suscitando (link qui).

La proiezione del video per spiegare agli studenti i danni causati dal consumismo sta' scatenando forti lamentele tra i genitori.

"I ragazzi hanno dimostrato di apprezzare il video, ma alcuni genitori, dopo averlo visto online, si sono lamentati con le autorita' scolastiche. ''Non c'e' un solo elemento positivo sul capitalismo; e' ben fatto ma non e' imparziale'', ha spiegato Mark Zuber, padre di una bambina che frequenta la Big Sky High School di Missoula, nel Montana"

Link qui e qui.

Il sito ufficiale, qui; il video, in italiano (22 min.) , qui.

giovedì 30 aprile 2009

99 mesi













(*) dal sito http://www.onehundredmonths.org/

Leggo solo ora che Carlo D'inghilterra nel suo discorso nella Sala della Lupa alla Camera dei deputati, usa metafore e immagini forti per comunicare l'urgenza di affrontare l'emergenza clima, che mette a rischio l'esistenza sulla Terra.
"Siamo a bordo del Titanic", bastimento diretto "contro un iceberg che si sta sciogliendo rapidamente" e l'impatto è previsto fra "99 mesi"
"Restano solo 99 mesi per salvare la Terra, prima di raggiungere il punto di non ritorno"
Link qui, qui.

E' un po' in ritardo... secondo il sito 100 mesi (per salvare la Terra) , 8 sono gia' passati (vedi sopra per il "calcolo esatto").

mercoledì 22 aprile 2009

Terra Day



Il 22 aprile di ogni anno in 175 paesi del mondo si festeggia l'Earth Day

La Giornata della Terra fu proposta dal giornalista americano John McConnell, il quale si auspicava l’istituzione di una festività per celebrare la vita e la bellezza della Terra e preservare l’equilibrio ecologico da cui dipende la nostra vita e quella di altre specie viventi. Era il 1969.

L' Earth Day 2009, segnerà l’inizio della campagna "The green generation" che culminera' con il 40 ° anniversario della Giornata della Terra nel 2010. Gli obiettivi principali sono:

- la ricerca di un futuro basato sulle energie rinnovabili, che ponga fine alla nostra comune dipendenza dai combustibili fossili, incluso il carbone;

- un impegno individuale a un consumo responsabile e sostenibile (in fondo non e' detto che non possiamo essere proprio noi a cambiare il mondo :-) );

-la creazione di una “economia verde” che tolga la gente dalla povertà con la creazione di milioni di “posti di lavoro verdi” e trasformi anche il sistema educativo globale in un sistema educativo “verde”

Link ufficiali qui e qui.
Altri link: qui , qui e qui.
Gli appuntamenti italiani, qui; a Piazza dele popolo a Roma, qui.
Il logo di Gogle dedicato alla giornata della terra, qui.

Per chi segue Art Attack, anche Topolino festeggia l' Heart day, qui.

giovedì 16 aprile 2009

Puo' un semplice ombrello salvare il pianeta?


Finalmente riesco ad aderire alla rubrica Ambientiamoci di BlogInternazionale.
Lo scopo e' proporre un argomento e postare lo stesso articolo o qualcosa di analogo.

L'articolo parla di di un ombrello predisposto per altri usi a fine vita e lo potete trovare qui e anche sul blog Futuribilepassato.

Certo come battuta si potrebbe dire che un semplice ombrello puo' salvare il pianeta se dato in testa alle persone giuste, :-).
Io credo che tante piccole azioni e fra queste certamente il riuso e il riciclo siano buone pratiche di vita per se' e per il pianeta, se poi ci si mette un piccolo di crativita' e di arte.. bhe non guasta.

E allora ecco qualche idea curiosa che ho trovato in rete:

Poltrone fatte con vecchie valigie


Portafoto con bottiglie di vetro


Portafoglio di tetrapack


Link dove trovare idee molto originali e curiose: qui, qui e qui.

venerdì 3 aprile 2009

Febbre digitale



Da oggi, 3 aprile, sono al bando i termometri a mercurio. Il decreto ministeriale del 30 luglio 2008 stabilisce che non possono piu' essere fabbricati e commercializzati.
Finalmente anche l'Italia si allinea alle norme europee nel quale gia' del 2007 (dopo una battaglia durata 10 anni) si era giunti a bandire il metallo pesante, in quanto altamente inquinante per l'ambiente e la salute umana.

Link qui, qui e qui.

Le alternative per misurare la febbre sono i termometri digitali (es. qui e qui), ma se siete affezionati al vecchio termometro analogico l'alternativa e' il termometro a 'Galinstan'
Il galinstano e' una lega di Gallio, Indio e Stagno e si presenta come un metallo fluido, a temperatura ambiente, con caratteristiche simili al mercurio per quanto riguarda la dilatazione al variare della temperatura. Non è tossico e risulta quindi sicuro per l’ambiente, tanto che può essere smaltito con i normali rifiuti domestici.

A proposito di messa al bando il prossimo oggetto ad abbandonarci (se non l'ha gia fatto) sara' la lampadina ad incandescenza. Infatti l
'Italia dal 1° gennaio 2011 metterà al bando le lampadine incandescenti, grazie anche alla campagna di Greenpeace. ( Durante la campagna "Al bando le incandescenti" i 2 comici Leonardo Manera e Diego Parassole hanno realizzato una serie di mini video andando in giro travestriti da lampadine, per chi se li fosse persi, qui) Nell'unione europea il termine ultimo per il vecchio filo di tungsteno di Edison e' il 2012 con le seguenti modalita': dal prossimo settembre 2009 dovremo dire addio alle lampade a incandescenza da 100 watt, quelle da 75 watt non saranno più in commercio a partire dal 2011 per quelle da 40 e 25 watt si potra' aspettare fino a tutto il 2012.

martedì 9 dicembre 2008

Fossile del giorno



L'Italia sul podio? Prima?!?

Peccato che il riconoscimento sia il Fossil of the Day Award, che
viene assegnato al Paese che si distingue per la peggiore politica nei confronti dei combustibili fossili e l’Italia l’ha appena vinto alla conferenza sul clima di Poznan.

Il "premio" istituto per la prima volta nel 1999, durante la conferenza mondiale sul clima di Bonn, il «Fossile del giorno» viene assegnato quotidianamente a uno o più Paesi che, secondo la giuria, si sono distinti per le loro azioni di disturbo, o addirittura di sabotaggio, al processo negoziale sul clima.

La motivazione?
«L’Italia è convinta di riuscire a minare alle basi la conferenza di Poznan con i suoi complotti -si legge nella sferzante conclusione delle motivazioni-, tanto che i suoi ministri affermano che prima della prossima conferenza di Copenhagen tutti gli obiettivi dovranno essere ridefiniti. L’Italia è molto intelligente, ma il CAN ( Climate Action Network, la rete internazionale di oltre quattrocento associazioni non governative che partecipano ai lavori della conferenza) ha occhi dappertutto. E così, Fossili per voi!».
Nessun commento dalla delegazione italiana…


Link qui, qui.

# Aggiornamento 12/12/2008: Vinto anche oggi, qui.

lunedì 1 dicembre 2008

Inceneritori? Zero, grazie



Oggi è la Giornata mondiale contro l'incenerimento lanciata da Gaia - Global Alliance for Incinerator Alternatives - sostenuta in Italia da Greenpeace, Rete nazionale rifiuti zero e a cui aderisce anche il Wwf.

Riporto alcuni dati relativi agli inceneritori o come vengono impropriamente chiamati "termovalorizzatori" dal blog di StefanoMontanari.

La legge di Lavoisier o della conservazione della massa dice che in una reazione chimica la massa delle sostanze reagenti è uguale alla massa dei prodotti di reazione. Il che significa che, secondo le leggi che regolano l’universo, noi riusciamo solo a trasformare le sostanze, ma non ad annullarne la massa. Ciò che avviene quando s'inceneriscono i rifiuti". Quindi "se noi bruciamo l'immondizia, altro non facciamo se non trasformarla in particelle tanto piccole da farle scomparire alla vista e la trasformazione produce particelle ancora più minute e, dunque, più tossiche".
Le polveri piu' pericolose rilasciate da un inceneritore, oltre alle già note diossine, sono quelle più sottili - pm 2,5 cioè particelle con un diametro aerodinamico medio di 2,5 micron, le pm 1 con diametro di 1 micron e le pm 0,1 con diametro di 0,1 micron - che sfuggono ai criteri di valutazione stabiliti dalla legge vigente. Infatti "non esiste alcun tipo di filtro industriale capace di bloccare il particolato da 2,5 micron o inferiore a questo" sostiene Montanari "ma dal punto di vista dei calcoli che si fanno in base alle leggi vigenti, questo ha ben poca importanza: il "termovalorizzatore" produce pochissimo pm 10 - le uniche particelle prese in considerazione dalla normativa - e la quantità enorme di altro particolato non rientra nelle valutazioni. Ragion per cui, a norma di legge l’aria è pulita".
Ma gli effetti di queste polveri sono devastanti e generano le cosiddette nanopatologie, causa di malformazioni fetali, tumori infantili, malattie allergiche, infiammatorie e neurologiche. Si tratta di particelle inorganiche, non biodegradabili, non biocompatibili e proprio per questo ineliminabili dal nostro organismo, rendendo la possibilità di insorgenza delle patologie "eterno" - vale a dire per tutta la durata della vita umana.
"
Affermare, poi, che incenerire i rifiuti significa non ricorrere più alle discariche" continua Montanari "è un ulteriore falso, dato che le ceneri vanno smaltite per legge - decreto Ronchi - in discariche per rifiuti tossici speciali di tipo B1". Inoltre c'è un altro falso mito da sfatare riguardo la convenienza economica degli inceneritori dal punto di vista della produzione energetica. Infatti i "termovaloriazzatori" beneficiano del contributo Cip 6 - non si sa bene a che titolo - destinato alle fonti energetiche rinnovabili e che paghiamo nella bolletta elettrica: senza il Cip 6 la produzione di energia da rifiuti non sarebbe affatto conveniente.

Link qui, qui e qui.

sabato 29 novembre 2008

Fucili (verdi) fritti



Finisce domani 30 novembre, la settimana europea per la riduzione dei rifiuti, partita il 22 novembre.
Per la prima volta ha partecipato anche l'Italia. La campagna, nata in Francia e coordinata a livello europeo dall’Associazione Città e regioni per il riciclo e l’uso sostenibile delle risorse (ACR) in collaborazione con l’Unesco, persegue l’ambizioso obiettivo di ridurre ad almeno 100 kg all’anno la quantità di rifiuti procapite prodotta in Europa, con ricadute positive sull’ambiente e sulle tasche dei consumatori.
La quantità media di rifiuti prodotta ogni anno da ciascun cittadino europeo ammonta infatti a circa 600 kg l’anno, con la conseguente necessità di un numero sempre maggiore di strutture idonee alla loro raccolta e trattamento e relativi costi sociali. Il 40% di essi poi è costituito da imballaggi.
Link qui, qui, qui e qui

Gioco: La rivista Focus ha messo sul suo sito un gioco che insegna a smaltire correttamente i rifiuti di casa (cucina, sala, bagno) e giardino: la casa dei ricicloni.

(*) il titolo e' riferito al libro per fatto dai bambini di una scuola di Terano in cui, leggo dal web, qui e qui,"Fucili fritti" e' l'anagramma di "Rifiuti riciclati".
Pero' non e' vero!

martedì 14 ottobre 2008

Liste rosse


Si avvia alla conclusione (5 -14 ottobre 2008) il World Conservation Congress organizzato dall'Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN) a Barcellona, in Spagna.
L'evento, che riunisce 8.000 rappresentanti di governi, e' organizzato ogni quattro anni, ha lo scopo di migliorare il modo in cui viene gestito l'ambiente naturale per lo sviluppo umano, sociale ed economico.
Imprese e organizzazioni non governativesi si sono concentrate su tre sfide chiave: come far fronte al cambiamento climatico, come salvaguardare la diversità della vita in tutte le sue forme e come fare di una valida gestione ambientale.

La protezione della natura copre a tutt'ora il 12% delle terre emerse.
(Guarda le percentuali di aree protette per paese, qui)

Le notizie finanziarie hanno posto un po' sottotono l'evento pero' gli argomenti trattati e i dati emersi meritano un post :-)

Mammiferi: a livello mondiale, la Lista Rossa (lista che elenca le specie a rischio di estinzione) comprende 44.838 specie totali di animali, di cui 16.928, sono considerate a rischio (il 38%).
Un anno fa comprendeva 41.415 specie, di cui 16.306 sono stati valutati sotto minaccia;
Quasi la metà delle specie di primati è a rischio di estinzione: 300 delle 634 specie di scimmie rischia di scomparire a causa della distruzione dei loro habitat, della caccia o del commercio illegale degli esemplari;
Uccelli: salgono a 1.226, secondo la Lista Rossa 2008 Iucn, le specie di uccelli a rischio a livello mondiale: 190 sono "gravemente minacciate di estinzione":
Orsi: Sei specie di orso su otto sono minacciate;
Squali del mediterraneo: 42% delle specie di questi animali nel Mare Nostrum risultano a rischio estinzione.

"Per la prima volta", dice Wendy Foden, del programma specie dell´Iucn, « e' stata effettuata una valutazione sistematica della sensibilità delle specie al cambiamento climatico.
Dal rapporto "Species susceptibility to climate change impacts" che prende in esame in particolar modo il riscaldamento globale (in base alla vulnerabilita' della specie) : "3.438 specie di uccelli, tra le 9.856 specie esistenti nel mondo, presentano caratteristiche che le rendono sensibili al cambiamento climatico".
Secondo la Lista Rossa dell´Iucn 3.217 delle 6.222 specie di anfibi del mondo rischiano di pagare molto caro gli effetti del riscaldamento globale.
Anche i coralli endemici delle barriere coralline sono molto sensibili al global warming: ben 566 delle 799 specie di corallo sono a rischio.

Biodiversita':


Si sa che le aree protette rappresentano il luogo più idoneo per il monitoraggio degli effetti dei cambiamenti climatici.
La perdita di biodiversità, causata in buona parte dal mutamento climatico rappresenta infatti una vera e propria minaccia non solo per l’ambiente ma anche per tutti gli esseri viventi.
L'Italia, in Europa, è privilegiata per ricchezza naturale. Per quanto riguarda la fauna, sono circa 57 mila le specie animali tutelate all'interno dei Parchi: 56.168 invertebrati, 1.254 vertebrati, 93 mammiferi, 473 uccelli, 58 rettili, 38 anfibi, 473 pesci ossei, 73 pesci cartilaginei; per la flora le specie vegetali sono circa 5.600 (il 50% delle specie europee e il 13% endemiche). Nonostante questo si stima una diminuzione su base locale del 40% del patrimonio delle piante mentre il 68% dei vertebrati risulta in pericolo.


Monti:
L'importanza della salvaguardia dell'ambiente non puo' non passare anche per l'ambiente montano e delle alte vette; si sono dedicati ben 2 giorni all'importanza delle regioni montuose all'interno dell'ecosistema mondiale con una giornata specifica delle alte catene latino americane e asiatiche e delle attività che le organizzazioni internazionali stanno svolgendo in queste aree geografiche e delle attività svolte per la loro salvaguardia dalle organizzazioni internazionali, come il progetto di Partnership nelle regioni dell'Himalaya, Karakorum e Hindu Kush, di cui fa parte anche il Comitato EvK2Cnr.

Pesca:
Dito puntato sull'eccesso di pesca, che ha portato a un depauperamento preoccupante dello stock ittico. Quest'ultimo a sua volta, oltre a determinare lo sfruttamento di 3/4 delle specie ittiche (e minacciare vere e proprie estinzioni, come nel caso del merluzzo), fa sì che, in presenza di meno pesci nei mari, i costi per catturarli e intercettarli crescano sensibilmente.

Piante officinali:
Ogni anno vengono commercializzate 400 mila tonnellate di piante medicinali ed aromatiche, circa l´80% delle quali viene raccolto in natura. Si tratta di almeno 3 mila specie di piante e molte stanno subendo uno sfruttamento eccessivo che le mette in pericolo di estinzione e compromette habitat e guadagni.
La Lista Rossa dell´Iucn applica dei criteri e implementa norme che mettano un freno allo sfruttamento di piante che rischiano l´estinzione
«In tutto il mondo, molte persone dipendono dalle piante medicinali e profittano degli effetti terapeutici delle medicine della "farmacia naturale" - dice Guillermo Castilleja, direttore per la conservazione del Wwf - Questo nuovo accordo è un importante passo avanti nel garantire la sostenibilità a lungo termine e la fornitura di questi prodotti naturali di inestimabile valore».

Malattie (insomma di finire con una nota positiva proprio non si riesce ...)
Durante il Congresso mondiale della International Union for Conservation of Nature, La Wildlife Conservation Society (WCS) che ha presentato il suo nuovo studio 'The deadly dozen: wildlife diseases in the age of climate change'.
La 'letale dozzina' cui si accenna nel titolo dello studio fa riferimento a dodici zoonosi - le malattie nate dagli animali - che potrebbero conoscere una diffusione planetaria a causa dei cambiamenti climatici.
Le dodici malattie che potrebbero conoscere una maggiore diffusione sono l'influenza aviaria, la babesiosi, il colera, l'ebola, le malattie legate ai parassiti intestinali ed esterni, la malattia di Lyme, la peste, la marea rossa, la febbre della Rift Valley, la malattia del sonno, la tubercolosi e la febbre gialla.
"La salute degli animali selvatici e' strettamente legata agli ecosistemi in cui vivono e anche piccoli cambiamenti possono avere grandi conseguenze su quali malattie possono emergere ed essere trasmesse man mano che il clima cambia".

Infine, nel corso del congresso si e' tenuta l'elezione del nuovo presidente della Iunc, l’indiano Ashok Khosla, che ha superato gli altri due candidati, Purificació Canals e Carlos Manuel Rodríguez, in passato ha ricoperto la carica di direttore del Programma ambientale delle Nazioni Unite.

Link qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui.

domenica 28 settembre 2008

Co2 X 4



E' uscito da 2 giorni il rapporto del progetto internazionale Global Carbon Project (Gcp) sul budget di carbonio nel 2007, il tasso di crescita delle emissioni antropogeniche di anidride carbonica (CO2) del pieneta
Dal 2000 è aumentato di 4 volte rispetto al decennio precedente.


Secondo il Gcp, l'aumento ha portato le concentrazioni atmosferiche di CO2 ad un valore di 383 ppm nel 2007, il 37% sopra il valore all'inizio della rivoluzione industriale (circa 280 ppm nel 1750). La concentrazione attuale è la più alta degli ultimi 650.000 anni.

L'aumento sarebbe stato di 3,5% l'anno, invece del 2,7% che l'IPCC ha predetto per il "worst case scenario" e dello 0,9% degli anni 90.

Inoltre, secondo il rapporto, il maggiore aumento delle emissioni si è verificato nei Paesi in via di sviluppo, specialmente Cina e India, mentre nei Paesi industrializzati le emissioni sono aumentate lentamente. La Cina nel 2006 ha superato gli Usa ed è diventata il Paese maggiore emettitore di CO2 al mondo, mentre l'India supererà presto la Russia come terzo Paese maggiore emettitore.

Se 10 anni fa i paesi maggio emettitori di CO2 erano rispettivamente USA, Cina, Russia, Giappone, ora sono Cina, USA, Russia, India.

(India e Cina sono fuori dal protocollo di Kyoto. Giusto perche' ho nomimato il protocollo ecco l'italia, che invece l'ha sottoscritto, cosa ne pensa ora per voce del suo ministro per le politiche comunitarie Ronchi, qui.)

L'efficienza di assorbimento degli ecosistemi naturali (foreste ecc), come se non bastasse, e' diminuita.
(Chissa' perche'???) "Solo" del 5%.

Link qui, qui e qui.

martedì 23 settembre 2008

Earth Overshoot Day



Oggi 23 settembre 2008 è l'Earth Overshoot Day, il giorno in cui il nostro consumo di risorse naturali sorpassa la produzione naturale annua della Terra .

La data è stata calcolata dal Global Footprint Network, l'associazione che misura l'impronta ecologica, cioè il segno che ognuno di noi lascia sul pianeta prelevando ciò di cui ha bisogno per vivere ed eliminando ciò che non gli serve più, i rifiuti.

Il 23 settembre non è una scadenza fissa: p
er millenni l'impatto dell'umanità, a livello globale, è stato trascurabile: un numero irrilevante rispetto all'azione prodotta dagli eventi naturali che hanno modellato il pianeta. Con la crescita della popolazione e con la crescita dei consumi la situazione e' cambiata.

Nel 1961 metà della Terra era sufficiente per soddisfare le nostre necessità. Il primo anno in cui l'umanità ha utilizzato più risorse di quelle offerte dalla biocapacità del pianeta è stato il 1986, ma quella volta il cartellino rosso si alzò il 31 dicembre: il danno era ancora moderato.


E cosi di anno in anno si e' calcolato
quando avveniva l'overshoot
day,
sempre piu' presto!


Nel 1986 è stato il 31 dicembre,
nel 1987 il 19 dicembre,
nel 1995 il 21 novembre,
nel 2000 il 31 ottobre,
nel 2005 il 2 ottobre e
nel 2006 il 9 ottobre.


Quest'anno già al 23 settembre: consumiamo quasi il 40% in più di quello che la natura può offrirci senza impoverirsi.
Secondo le proiezioni delle Nazioni Unite, l'anno in cui - se non si prenderanno provvedimenti - il rosso scatterà il primo luglio sarà il 2050. Alla metà del secolo avremo bisogno di un secondo pianeta a disposizione.

Link qui, qui e qui.

mercoledì 17 settembre 2008

Oscurita' mondiale

Dopo M'illumino d'immenso e di meno e' la volta di buio.



"Oggi 17 settembre 2008, dalle 21.50 alle 22.00, viene proposto di spegnere tutte le luci e, se possible, tutti gli apparati elettrici, affinchè il nostro pianeta possa respirare.
Se si avrà una risposta abbastanza grande, l'energia risparmiata sarà enorme. Solo 10 minuti e vediamo cosa succede. Se rimaniamo 10 minuti al buio, prendiamo una candela e semplicemente osserviamola, così noi staremo respirando insieme al nostro pianeta. Ricorda che l'unione fa la forza e che internet può avere un grosso potere e si può fare ancora meglio"

L'iniziativa mi e' arrivata anche per mail in 10 lingue, che, a stele di rosetta aggiungo nel primo commento. Grazie Gaz :-)

Altri link all'iniziativa, qui, qui e qui.

venerdì 29 agosto 2008

Le specie piu' pericolose del mediterraneo



Un po' ispirata da River e un po' perche' mi sto preparando all'ultimo we al mare...

La foto giusta pero' e' questa:



(*) opera di Klas Ernflo, per vederla ingrandita, cliccate sull'immagine.